La comprensione
si realizza quando molti dati vengono fusi in una struttura comune. L'uno
illumina i molti ed è significato al tutto. La molteplicità pura è semplice
caos. Un'intuizione, un singolo modello possono dare una struttura a questo
caos e renderlo intelligibile. Ci muoviamo verso l'unità ogni volta che
cerchiamo il significato della nostra vita. Abbiamo imparato che tutte le cose
sono conoscibili nella loro uguaglianza o nella loro diversità. I canoni
seguiti dai cercatori della verità, siano essi artisti o scienziati, sono
idonei alla descrizione di ciò che rende uguale e questo coincide con ciò
che rende diverso.
All'inizio c'è la necessità di sperimentare tutto ciò che appartiene al campo della ceramica. L'apprendista compie un'iniziazione per livelli che alla fine induce a scegliere tra la decorazione e la forma. II materiale ceramico, per una naturale contraddizione intrinseca riassume le due componenti senza risolversi in esse, è quindi necessario operare con attenzione ed evitare la magia dei facili richiami.
La forma ha un suo rigore, essa è l'espressione metafisica del rapporto pensiero-spazio, mentre il colore è l'emozione ludica che trasmette la materia quando afferma se stessa come elemento prevalente. Con la materia si può relazionare in modo giocoso e superficiale, restando in ambito di pura sperimentazione didascalica oppure tentare di captare la sua essenza più profonda e oscura e scoprire analogie che portano a considerazioni esistenziali.

Io preferisco i volumi scanditi da larghi piani in movimento, una tettonica prodotta dalla rotazione e traslazione delle superfici che si modificano. Distruggendo la forma primaria semplice per mezzo di "tagli" e "spinte" la composizione materica viene rivelata come se fosse espulsa verso l'estemo da una forza verso la quale non si può opporre.II movimento ordinato è il risultato di un certo numero di operazioni consequenziali con caratteristiche di reversibilità che permettono di esercitare costantemente una forma di verifica sull'atto creativo, persino in fase di realizzazione qualora intervengano fattori non contemplati nel progetto. In quest'ottica si può capire come un'opera priva di funzionalità pratica, quale una
scultura, possa essere concepita con lo stesso criterio usato per la creazione di un oggetto prodotto serialmente con caratteristiche d'uso, poichè ogni fase della produzione
è verificabile in ogni momento.
Del resto questi principii non sono estranei a una certa dinamica della progettazione architettonica e persino al feed-back che si applica al controllo dei sistemi sociali. In questo modo la genesi della forma diventa facilmente leggibile e questa, nella sua dinamica può evolversi attraverso soluzioni estreme o implodere fino ad annullare la sua potenzialità. Attraverso l'esercizio del movimento anche la funzione del colore viene ridimensionata ed esso modifica il suo linguaggio fino a divenire un piccolo ma puntuale riferimento localizzato nel gioco formale, non come espressione di virtuosismo pittorico, bensì come completamento dell'impasto, divenendo egli stesso forma, destinata ad esaltare e mai a negare l'importanza del piano su cui si muove.


La motivazione sopra espressa è il tentativo di spiegare in termini razionali quali sono le scelte tenico-formali che stanno alla base del mio lavoro e della mia produzione, ma non è esaustiva per quanto conceme i contenuti poetici interiori. La rinuncia a chiarirli può essere una spiegazione al fatto che un atto di creatività è sempre emotivo e che è inutile tentare di motivarlo, può essere anche la paura di cadere in pomposi "ismi" e compiacimenti filosofici mettendomi sullo stesso piano della critica. Posso affermare di svolgere il mio lavoro con il profondo piacere di "fare", sconosciuto forse all'artista che opera esclusivamente nel campo concettuale e invece così noto all'artigiano convinto che tra le sue regole d'arte si ritrovi l'incontro tra materia e spirito



